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Ossido di etilene, rischio sottovalutato?

Da quasi un anno si susseguono i richiami di prodotti alimentari contaminati con ossido di etilene¹, sostanza classificata come cancerogena e tossica per l’apparato riproduttore. Questo gas viene utilizzato nei paesi extra UE nelle fumigazioni di spezie e altri alimenti per eliminare insetti, batteri e funghi che potrebbero svilupparsi durante la permanenza in silos, containers o durante il trasporto in nave. La normativa comunitaria non ne consente l’utilizzo agli stati membri proprio per la sua pericolosità. Ciò non impedisce, però che India, USA e altre nazioni lo applichino sugli alimenti che esportano verso l’Europa. Tutto sta nei residui che devono essere inesistenti all’atto dello sdoganamento. Così però non è stato e l’allerta del sistema RASFF è al livello massimo per “rischio chimico”.

Ecco i prodotti ad oggi coinvolti (nelle immagini trovate gli screenshot del sistema RASFF e del Ministero della salute):

  • semi di sesamo e prodotti che li contengono (sia bio che non)
  • E410 o farina di carrube, presente come addensante in gelati, dessert, farmaci e centinaia di cibi
  • curcuma in polvere (sono stati coinvolti dal richiamo integratori, pasta, prodotti da forno)

Poiché nessun organo di stampa ufficiale ne parla e la comunicazione nei supermercati si limita all’affissione di un foglio A4, è importante dare la massima visibilità al pericolo per la nostra salute. Il richiamo è su lotti specifici ma poiché protratto nel tempo (troppo), è importante verificare l’elenco ingredienti e la provenienza delle confezioni che si hanno in casa o si acquistano.

¹(https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/prodotti-chimici/glossario-delle-sostanze-inquinanti/ossido-di-etilene.html)

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